Come funziona Fujifilm X RAW Studio

X Raw Studio

X Raw Studio è il programma di sviluppo che Fujifilm offre gratuitamente ai suoi clienti.

Questo software ha delle peculiarità che lo rendono unico spiazzando gli utenti che ci si approcciano per la prima volta. Per scaricarlo vi basterà cliccare QUI, vediamo ora insieme cos’è e come funziona.

Cos’è X Raw Studio

X Raw Studio è un software di post produzione dedicato esclusivamente ai file prodotti dalle fotocamere Fujifilm. La cosa più particolare è che per funzionare non sfrutterà l’hardware del pc ma il processore interno della nostra fotocamera.

Grazie X Raw Studio è possibile sviluppare i raw applicando modifiche e correzioni alla maggior parte dei settaggi personalizzabili in macchina in fase di scatto.

Infine consente di esportare in JPG le foto sviluppate.

La maggior parte di chi sceglie Fujifilm lo fa per la sua scienza colori ed i file già praticamente pronti in macchina, SOOC. Alcuni, come me, trovano limitante utilizzare i jpg sia per la compressione che per l’impossibilità di modificare alcuni parametri dopo lo scatto come la simulazione pellicola o il bilanciamento del bianco.

Sviluppando i raf in programmi come Lightroom o CaptureOne non si ottengono però gli stessi identici risultati. Ecco perché è nato X Raw Studio.

Come funziona X Raw Studio

Per prima cosa dobbiamo entrare nel menù della fotocamera alla voce IMPOST.CONNESS, e selezionare l’ultima voce CON. RAW USB / RIP. BAC. A questo punto bisogna collegare la fotocamera al PC tramite il cavo USB fornito in dotazione.

Io con la mia X-T3 uso tranquillamente il cavo di ricarica USB-A – USB-C del mio smartphone. L’importante è che sia un cavo dati, che non superi il metro e mezzo di lunghezza e che sia collegato direttamente e non tramite un USB Hub.

Ora possiamo aprire X Raw Studio ed accendere la macchina fotografica.

A differenza di quello che si potrebbe pensare non sarà possibile sviluppare i raw presenti nella scheda di memoria inserita nella fotocamera, sarà necessario scaricarli prima in una cartella sul desktop o su un hard disk. Ora il software sfrutterà il processore interno della nostra Fujifilm per post produrre i file.

Una cosa molto importante da tenere a mente è che collegando un determinato modello di fotocamera si potranno sviluppare solo i raw scattati con quel medesimo modello. Se io collego la mia X-T3 non potrò sviluppare i raf scattati con X-T20 di Claudia.

Interfaccia di X Raw Studio

L’interfaccia di X Raw Studio è abbastanza minimale. La prima cosa da fare è andare su fle, preferenze, e nel tipo di conversione selezionare priorità di qualità dell’immagine.

In alto a sinistra c’è il riquadro del file manager, qui è possibile cercare i file da processare. Sotto ci sono l’istogramma e tutti i metadati. Al fondo possiamo trovare tutte le anteprime con alla sinistra i filtri applicabili. 

Nella parte destra troviamo in alto i profili salvati, e sotto tutti i parametri che possiamo modificare. In realtà alcune impostazioni non saranno modificabili, ad esempio se si è scattato con il dynamic range DR200 non sarà possibile modificarlo in DR400 perché avrebbe necessitato un innalzamento degli ISO in fase di scatto.

Alcune di queste modifiche le possiamo applicare anche in macchina durante la riproduzione delle immagini entrando nell’opzione di conversione raw.

Una volta applicate tutte le modifiche possiamo cliccare sul pulsante in basso e il raf sarà convertito in jpg e salvato nella stessa cartella. La conversione può essere effettuata anche in batch selezionando più foto.

E’ possibile anche applicare le stesse modifiche a più foto, basta cliccare di destro su un’immagine sviluppata, cliccare su copia profilo di conversione, selezionare le foto che ci interessano, cliccare di destro e selezionare incolla profilo di conversione, il gioco è fatto.

Se le modifiche che abbiamo applicato ci piacciono particolarmente possiamo salvarle come profilo personale cliccando sull’apposito tasto nel riquadro in alto a destra. 

Collegando alcuni modelli di fotocamere, come ad esempio la X-T4, apparirà a destra un altro riquadro contenente i profili personali salvati nella fotocamera. Qui possiamo selezionare, aggiungere ed eliminare i profili.

Pro e Contro

I pro di questo software non sono tantissimi ma, per alcuni aspetti, sono enormi.

Hardware PC

Il vero pro di X Raw Studio è la possibilità per chiunque, con un qualunque computer Windows o Mac anche vetusto, di poter sviluppare i propri scatti. Il fatto che sfrutta il processore interno della fotocamera e non l’hardware del pc, lo rende un software estremamente versatile.

Simulazioni pellicola

Le possibilità di agire sugli scatti non sono tantissime, non ci sono regolazioni locali come le maschere di Lightroom, ma quanto è divertente poter ottenere fotografie dal gusto vintage giocando con le simulazioni pellicola?

Grazie alla possibilità di intervenire in modo fine sul bilanciamento del bianco, ombre, alte luci, grana ecc… chiunque può crearsi il proprio stile colore. In alternativa, basandosi sulle ricette di Fujiweekly, si possono ricreare le color delle pellicole iconiche del passato.

La possibilità poi di salvare i propri predefiniti e, con alcuni modelli di fotocamera, poterli anche caricare in modo da averli disponibili in macchina, è un bel plus.

Gratis

Il fatto che non è a pagamento è sempre e comunque un punto a favore di qualsiasi software. Dare la possibilità a chi ha già effettuato un investimento in attrezzatura fotografica di non dover nell’immediato spendere altri soldi in programmi è ammirevole.

X Raw Studio ha alcuni contro che lo rendono a mio avviso un software un po’ antipatico a chi pretende qualcosa in più.

JPG only

E’ possibile esportare solo in formato jpg. Questo è un limite enorme, se fosse possibile esportare TIFF si potrebbe fare un primo sviluppo su X Raw Studio, ottenere un bel file dal gusto Fujifilm non compresso e finire la post produzione su Lightroom o CaptureOne.

Se X Raw Studio permettesse di ottenere un file TIFF con tutte le personalizzazioni che Fuji ci mette a disposizione, le correzioni ottiche incorporate e una demosaicizzazione perfetta, sarebbe come avere per le mani il Santo Graal.

Modello di fotocamera specifico

La limitazione di poter sviluppare raf scattati solo con lo stesso tipo di fotocamera collegato via cavo è oggettivamente un limite. Va anche detto che è abbastanza facile da capire quale sia la causa. Non possiamo pretendere che il processore interno di una fotocamera, che include determinate personalizzazioni in fase di scatto, sia in grado di svilupparne altre che non “conosce”.

Certo una retro-compatibilità sarebbe stata cosa gradita ma allo stato attuale dubito che un professionista utilizzi questo software per lavoro e quindi un amatore può tranquillamente passare sopra a questo limite.

Batteria

Nonostante la batteria si ricarichi per via della connessione USB al pc, lo sforzo del processore è così elevato da scaricarla comunque.

Consiglio quindi di utilizzare una batteria completamente carica e di non lavorare per lunghe sessioni senza controllarne lo stato.

Ora che sai tutto su X Raw Studio non ti resta che scaricarlo e giocarci un po’.

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