Back to home
in L' Angolo del Fotografo

Abbandono Nikon per passare a Fujifilm

  • 6 Agosto 2020
  • By Mattia
  • 2 Commenti
Abbandono Nikon per passare a Fujifilm

Ho abbandonato Nikon per passare a mirrorless Fujifilm.

Eccoci qui, oggi è arrivato il mio turno, ho preso anche io la decisione drastica: sono passato a Fujifilm dopo quasi 20 anni di Nikon.

Dove tutto iniziò

Nel lontano 2003 acquistai la mia prima compatta, una Nikon SQ. Da allora mi sono sempre affidato a questo marchio blasonato arrivando ad acquistare reflex dopo varie compatte più o meno evolute.

La svolta al mondo reflex avvenne nel 2011 quando, dopo essere rientrato dal nostro primo viaggio a lungo Raggio, Zanzibar, ho riguardato le nostre foto ricordo e ne sono rimasto molto deluso.

Ho iniziato a studiare tanto e lo faccio tutt’ora, ho frequentato corsi e workshop e negli anni mi sono fatto un discreto corredo restando sul sensore APSC.

La smania di coprire tutte le focali

Ho sempre avuto la mania di possedere molte ottiche, in modo da coprire praticamente tutte le focali.

Mi dicevo: “Devo fare foto ad interni o panorami? allora compro il super grandangolare”, “Voglio fare foto alla fauna selvatica? e allora prendo il 150-600″. Rimanendo fedele al formato Nikon DX un po’ per i costi ed un po’ perché non sentivo l’esigenza di passare a fullframe, mi sono sempre reso conto che per avere ottiche di qualità dovevo comunque affidarmi a lenti sovradimensionate.

Eh si perché Nikon produce anche reflex fullframe ed è suo interesse sviluppare un ecosistema di qualità attorno a questa tecnologia. Negli anni uno si costruisce un corredo di lenti per fullframe e poi quando si sente pronto fa il salto anche con il corpo macchina. Il ragionamento non fa una piega, portafoglio a parte… Per quanto mi riguarda, dietro a questo ragionamento c’è sempre stato un grosso “ma“.

Ma perché se non voglio passare a fullframe devo comunque spendere di più ed avere ottiche pesanti, ingombranti e sovradimensionate restando su APSC? Perché il mio ventaglio di scelta deve essere limitato in funzione al mio tipo di fotografia?

Nonostante questo dubbio ho comunque comprato un tele luminoso e un super zoom oltre che un macro.
Tutto bello e tutto giusto fin quando non mi sono reso conto che molte delle ottiche restavano a prendere polvere nell’armadio di casa. E i motivi sono molti: la mancanza di tempo da dedicare a tutte le tipologie di fotografia, il peso eccessivo di alcune ottiche, l’ingombro di altre.

Ho ragionato per parecchio tempo su come poter migliorare questa mia situazione che in alcuni momenti era diventata anche frustrante.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso

Quando ho preparato lo zaino fotografico per il nostro viaggio di 4 mesi nel sud est asiatico mi sono reso conto che il 70-200 f2.8, che volevo portare per fare qualche ritratto rubato, era troppo pesante e dovevo lasciarlo a casa. Anche il 150-600, che volevo portare per immortalare le gesta delle numerose scimmie che popolano quei paesi, non rientrava nel peso imposto per il bagaglio a mano. Quindi anche questo doveva rimanere a casa.

Mi sono detto: “Ok, quando torniamo a casa, qualcosa dovrà cambiare“.

Durante il viaggio mi è capitato spessissimo di arrivare a sera distrutto, con spalle e schiena doloranti. E’ successo addirittura che a metà giornata non riuscivo a “vedere” nella mia testa le foto a causa della stanchezza e quindi mi sono perso molti scatti. Eppure giravo con poca roba, 7 o 8 kg di attrezzatura.

Il Manfrotto Traveller lo devo portare, sennò come facciamo gli scatti di coppia per Instagram? Il 10-20 deve essere con me altrimenti non riesco a far rendere certi panorami, certi templi e scattare foto di interni per le strutture.

Spesso uscivo solo con cavalletto e la X-T20 di Claudia con montato l’onesto 18-55 f2.8/4 e devo dire che in queste occasioni la voglia di scattare era maggiore. Anche la qualità degli scatti ne giovava, nonostante l’escursione focale limitata. In effetti questo l’avevo già testato prima a Berlino e poi a Marrakech.

Ho capito qual’era il giusto compromesso

Scattando il 70% delle nostre foto in viaggio i fattori importanti sono sostanzialmente 3: compattezza, leggerezza e qualità. La soluzione è da ricercare nel mondo mirrorless.

Nikon però, se voglio restare su APSC, continua la sua strada dello snobbare le ottiche dedicate a questo sistema quindi per me doveva essere scartata.

Olympus è concentrata sul sensore micro 4/3, più piccolo dell’APSC, per me non va bene.

Con Panasonic non c’è stato molto feeling quando comprai la LX15 per Claudia e poi le sue mirrorless sono molto orientate al lato video, settore che per noi attualmente è in secondo piano, scartata anche lei quindi.

Canon non mi ha mai attirato, e poi il suo approccio al fullframe è molto simile a quello Nikon, guardiamo altro.

La Sony attualmente è la leader nel settore ML ma, per me, ha 2 enormi difetti: stesso discorso di Canon e Nikon per quanto riguarda lo snobbare lenti per APSC e un menu praticamente incomprensibile. L’ho provato sulla a6000 di un nostro amico e mi ci sono perso, mi sembrava di non avere in mano una fotocamera ma il pannello di controllo di un’astronave.

Fujifilm: APSC dal gusto vintage

Eccoci quindi arrivati finalmente alla mia scelta finale, ciò che mi ha spinto a passare a Fujifilm. Dire che l’estetica delle mirrorless Fuji mi ha conquistato è riduttivo. L’approccio alla fotografia è molto differente rispetto a tutti gli altri marchi, a partire dall’assenza della ghiera delle modalità APSC al cambiare l’apertura del diaframma direttamente sul corpo delle ottiche. Le ghiere fisiche, assieme alle simulazioni pellicola, sono il tratto distintivo di questo marchio.

Fujifilm ha dichiarato che per lei i formati di sensore sono 2: APSC e Medio Formato (Super Full Frame). Questo significa avere solo 2 linee di progettazione, sviluppo e produzione ben definite e separate. Per me si traduce in ottiche APSC di qualità sviluppate appositamente per quel sensore, anche come peso ed ingombri. Anche il sensore è diverso da quello usato da tutti gli altri brand, si chiama X-Trans ed è a matrice di Bayer, ma qui il discorso diventerebbe lungo e complicato quindi sorvolerei.

Cosa ho comprato

Tiriamo le somme e vediamo cosa ho comprato, valutandone pregi e difetti in relazione a cosa va a sostituire. Ecco i miei acquisti fatti per passare a Fujifilm.

Corpo macchina

Partiamo da corpo macchina: ho scelto, per il mio passaggio a Fujifilm, la X-T3 nonostante sia appena uscita la X-T4. La X-T3 è una macchina ormai matura, Fuji è molto attenta agli upgrade dei firmware con aggiunte di funzioni e correzioni di eventuali bug. E’ tropicalizzata, più leggera di 150g circa rispetto alla mia Nikon e più compatta. Ha sempre il doppio slot di memoria, un’ottima raffica e un buon sistema di autofocus con in più il riconoscimento viso/occhio. Ad oggi(agosto 2020) è compresa nell’offerta Fuji Double Summer Promotion che dà il diritto di un rimborso di 200€, bonificati dopo aver registrato l’acquisto sul sito del produttore.

Rispetto alla D7200 ha ovviamente il mirino elettronico, comodo per avere subito la percezione dello scatto finito. Ha mille informazioni in più visualizzabili e lo si può anche usare per navigare nel menu. Utile anche per ricontrollare lo scatto fatto, in condizioni di luce particolari dove il display principale risulterebbe poco leggibile.

Anche il display articolato e touch è un bel plus rispetto alla D7200. La X-T4 ha un display completamente snodato e richiudibile come la serie D5*** della Nikon, ma a me non piace per niente. Se lo voglio guardare inclinato devo per forza aprirlo aumentando di molto l’ingombro del corpo macchina. Sarà ottimo per i video e i vlog ma, come ho già detto, i video per ora non sono fondamentali per noi.

La X-T4 ha anche il sensore stabilizzato ma sinceramente ad oggi non è un plus necessario al mio utilizzo. Compro ottiche stabilizzate e se un giorno vorrò fare video prenderò un gimbal che offre una stabilizzazione sicuramente più fluida ed efficace.

Nota di merito alla personalizzazione offerta dalla X-T4. Rispetto alla D7200 può essere configurata in ogni minimo dettaglio, si percepisce che è stata fatta da fotografi per fotografi.

Il menù è leggermente più complicato rispetto a quello Nikon ma con la possibilità di crearsi un My-Menu rapido con le 12 funzioni più utilizzate, tutto è sempre alla portata di mano.

Il jostick, per la selezione rapida del punto di messa a fuoco, è davvero molto comodo.

Passare a Fujifilm Mirrorless X-T3 2 Cuori in Viaggio

Il grandangolo

Ho sostituito il 10-20 f3.5 con il Fujinon 10-24 f4.

Ho perso 1/3 di stop di luminosità ma diciamo che non ce ne si accorge neanche. Non è tropicalizzato, ma neanche il Sigma lo era, però ho guadagnato la stabilizzazione ed una qualità costruttiva nettamente migliore. Il peso è praticamente uguale, 100g in meno, e l’ingombro leggermente inferiore. Anche questo 10-24 ad oggi(Agosto 2020) partecipa al CashBack con un rimborso di ben 300€.

Passare a Fujifilm Fujinon 10-24 f4 2 Cuori in Viaggio

Obiettivo tuttofare

Quando ho deciso di passare a Fujifilm al posto del 18-140 ho ho scelto di comprare il 16-80 F4 WR in kit con la X-T3.

Ho perso 60mm lato tele ma ho guadagnato un’apertura di diaframma f4 costante e anche qui una qualità ottica e costruttiva nettamente migliore. Peso ed ingombri rimangono pressoché gli stessi.

L’unico difetto per me è l’assenza del selettore on-off dello stabilizzatore, quest’ottica infatti è dotata di un processore intelligente che lo disattiva quando capisce di essere montata su un cavalletto. In ogni caso si può disattivare via menù, anche se è un passaggio in più.

Passare a Fujifilm Fujinon 16-80 f4 2 Cuori in Viaggio

Teleobiettivo

Prima di passare a Fujifilm avevo un magnifico 70-200 f2.8 nuovo di pacca, robusto e nitidissimo e l’ho sostituito con il Fujinon 55-200 f3.5/4.8.

Ecco questo è un compromesso molto ponderato. Avrei potuto prendere il 50-140 f2.8 ma avrei nuovamente avuto una lente più ingombrante e pesante. Rischiare di doverla lasciare a casa per le stesse motivazioni che mi hanno portato a cambiare.

Qui ho guadagnato tantissimo in termini di peso perché più leggero di 1,3kg, e d’ingombro con una lunghezza inferiore di ben 10cm. Ad essere sincero il 70-200 non l’ho quasi mai usato a f2.8 prediligendo lo sfocato del diaframma f4 quindi alla fine le rinunce sono ridotte al minimo.

Quello che invece perdo con dispiacere è la tropicalizzazione che, nonostante l’ottima costruzione, non è inclusa in questa lente Fuji.

Passare a Fujifilm Fujinon 55-200 2 Cuori in Viaggio

Il “normale” luminoso

Il 35 f1.8 dx Nikon era la più leggera e compatta lente che avevo, e nonostante ciò era anche quella che amavo di più utilizzare. Corrispondeva al 50mm su fullframe, detto anche cinquantino o più volgarmente “il normale”.

Nel passare a Fujifilm l’ho sostituita con il 35 f2 WR guadagnando sia la tropicalizzazione che in ingombro e peso. Ha dimensioni davvero ridotte 60mm x 46mm x 170g. E’ talmente piccolo che se lo monto sulla X-T20 di Claudia in pratica ha l’ingombro di una compatta, ma con una qualità ottima!

Non ho scelto il 35 f1.4 perché l’unico pro sarebbe stato lo stop in più di luminosità, ma non è tropicalizzato ed il motore af più lento.

Passare a Fujifilm Fujinon 35 f2 WR 2 Cuori in Viaggio

Supertele

Nel passare a Fujifilm ho dovuto al momento rinunciare al super tele. Avevo il Sigma 150-600c, ora a 600mm non ci arrivo più, mi fermo a 200.

In casa Fuji esiste il 100-400, costa 1600€ circa, è più leggero e meno ingombrante del Sigma ma comunque non è una lente che potrebbe viaggiare normalmente con me. Non sto dicendo che mai la comprerò, se e quando ne sentirò l’esigenza ci penserò.

Sono certo che prima o poi un safari in Sud Africa, un whale watching nei mari del nord o un viaggio nella foresta del Borneo ci capiterà di farlo e lì un super tele sarà d’obbligo.

Fino ad allora però non gli dedicherei abbastanza attenzione e poi magari chissà, Fuji potrebbe sfornare una lente miracolosa nel frattempo.

Ciao macro, è stato bello fin che è durato (pochissimo)

Il Tamron 90 f2.8 l’ho usato in 3 o 4 uscite, ho portato a casa scatti che altrimenti non avrei fatto ma diciamocelo onestamente: era solo uno sfizio. Ho rinunciato a comprare una nuova ottica macro, quando e se mi servirà ci penserò, valutando magari le nuove ottime lenti aggiuntive della NiSi che “trasformano” un medio tele in una lente close-up.

Flash

Il mio vecchio Flash Metz 50 AF1 l’ho tenuto, la valutazione era veramente bassa ed ho pensato che in futuro potrei utilizzarlo come secondo flash comandato da un trigger.

Ho comprato un Godox TT685F, dopo tanta ricerca e ore spese a guardare video su YouTube ho pensato fosse la soluzione ideale per me. L’ho preferito al V680II perché quest’ultimo ha la batteria proprietaria ricaricabile al litio che garantisce un’ottima autonomia ma innalza notevolmente il prezzo, ed io preferisco comunque le classiche e comunissime pile “stilo”. Ho valutato anche il Godox TT350F che è più piccolo, leggero e decisamente più portatile, ma molto meno potente.

Non sono un grande fan della luce artificiale e sinceramente non mi ritengo per niente un esperto. Ho fatto un corso dove ho imparato molte cose ma raramente le metto in pratica. Diciamo che di solito uso il flash per giocare/sperimentare o, con un diffusore tipo “Light Sphere”, durante eventi al chiuso.

Non portando quindi mai o quasi in viaggio il flash ho pensato che, per questo accessorio, non valesse il discorso portabilità prediligendo il fattore potenza/prestazioni.

Passare a Fujifilm Godox TT685F 2 Cuori in Viaggio

Difetti e soluzioni del sistema mirrorless

In questo passaggio passare a Fujifilm ho dovuto considerare tutti i difetti del sistema al quale mi stavo approcciando.
Il principale è uno: la durata inferiore delle batterie. Con la X-T4 la Fuji ha tirato fuori dal cilindro una nuova batteria più grande, ingombrante, pesante e duratura. La versione Fuji di quella che usavo su Nikon, ne più ne meno.
La X-T3 ha un’autonomia dichiarata di circa 350 scatti, ma ad un mio primo utilizzo direi che è decisamente sottostimata perché dopo 300 scatti ho ancora il 77% di carica residua.

Se prima per stare sicuro mi portavo sempre dietro 2 batterie di scorta ora ne porterò 4, ma il peso totale sarà sempre lo stesso.

Le lenti di adesso hanno diametri filtri differenti da quelle che avevo prima. L’unico filtro costoso che ho è il NiSi ND1000 ed ha diametro 82mm che, essendo più grande, lo posso montare sulle lenti attuali con gli anelli step-up già in mio possesso. Prima o poi comprerò un nuovo polarizzatore, fondamentale per certi scatti, ed un filtro UV da utilizzare al mare o comunque in situazioni poco “pulite”.

Il pulsante di scatto è nettamente migliore rispetto a quello della X-T20 ma comunque, sicuramente per abitudine, un gradino sotto a quello Nikon. Ho risolto quasi totalmente comprando dei simpaticissimi quanto economici soft release button colorati, ora la mia X-T3 total black ha un tocco arancio.

Ho dovuto rinunciare al Hand Grip della B-Grip che usavo prima perché altrimenti avrei perso tutta la compattezza guadagnata. Al suo posto sto provando il laccetto da polso “Cuff” della Peak Design e per ora il voto è positivo.

Ora ho due corpi macchina pienamente compatibili con le stesse batterie e tutte le mie ottiche perché ovviamente la X-T20 di Claudia può condividere il mio corredo.

Conclusioni

Ora nel mio zaino Manfrotto Manhattan Mover50 ci sta tutta la mia attrezzatura, anzi avanzo anche dello spazio, e quando lo indosso a tutto carico un sorriso nasce spontaneo sulle mie labbra pensando a quanto pesava prima.
Ho fatto la scelta giusta? Per il ME di adesso, il mio modo attuale di fotografare e di viaggiare, penso di si.

By Mattia, 6 Agosto 2020 Sono introverso, abbastanza timido, curioso, metodico e sempre positivo, mia moglie spesso mi da del pignolo. La mia passione, la fotografia.
  • 2

Mattia

Sono introverso, abbastanza timido, curioso, metodico e sempre positivo, mia moglie spesso mi da del pignolo. La mia passione, la fotografia.

2 Commenti
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

chi siamo
Siamo Claudia e Mattia e dal 2010 condividiamo la nostra vita e il nostro amore per i viaggi. Amiamo girare il mondo, immortalando tutto ciò che vediamo con la fotografia e narrandolo tramite il nostro lavoro di storytelling e di scrittura. Ci piace raccontare storie di persone che ce l'hanno fatta, brand con una mission, strutture dove la passione di chi le ha create è tangibile in ogni angolo. Ci piace trovare la differenza Speriamo che tu voglia continuare a viaggiare con noi. Collaboriamo con brand, hotel e enti del turismo.

             Scopri i nostri servizi

RUBRICHE
Iscriviti alla nostra Newsletter