Gestione del workflow in fotografia

Gestione Workflow fotografico

Qual è il mio workflow in fotografia?

Qual è il metodo giusto di gestire il proprio workflow in fotografia?

Per la mia esperienza non esiste un modo giusto o sbagliato né tantomeno uno definitivo. Ognuno ragiona con il proprio metodo e più lavori più lo perfezioni.

La continua evoluzione tecnologica ci costringe ad avere sempre la mente aperta ai nuovi programmi e sistemi di storage. Ora provo a spiegarvi come gestisco il mio workflow fotografico dalla preparazione all’archiviazione degli scatti.

Rimani aggiornato su come è migliorato il mio workflow fotografico in viaggio.

1) Razionalizzazione corredo

Per me è fondamentale avere un’ idea degli scatti che voglio ottenere ancor prima di partire per una destinazione. Questo mi aiuta a razionalizzare il corredo fotografico che mi porterò dietro. Il tempo mi ha insegnato che se mi porto dietro tutto finirò per non usare niente. Se la borsa è troppo piena io mi affatico in fretta e quando sono affaticato non sono ispirato, il mio occhio non vede le foto.

La mia soluzione ideale è avere massimo tre lenti e tutte a portata di mano. Nella tracolla di solito ho la X-T3 con il 16-80, il 10-24 e il 55-200 o il Sigma 56 1.4.

Il peso e l’ingombro dell’attrezzatura fotografica sono stati i due fattori principali che nel 2020 mi hanno spinto a passare da Nikon a Fujifilm.

2) Scattare solo se hai già in mente il risultato

Tempo fa, soprattutto durante i viaggi, scattavo una marea di foto. Fotografavo qualunque cosa attirasse la mia attenzione, quando poi arrivavo a casa e dovevo fare una cernita delle migliaia di foto scattate, mi passava la voglia e spesso l’ammasso di scatti rimaneva semplicemente un numero e non il bel racconto di un momento.

Ora mi concentro di più sulla composizione (forse a volte troppo) e sul vedere con la mente lo scatto ancora prima di fare click. Non sto dicendo che torno a casa con poche decine di foto e tutte perfette, anzi! Di certo una foto non fatta è uno scatto perso. Se so che un palazzo, anche fotografato a 10mm non riesco a catturarlo tutto o le linee vengono eccessivamente cadenti semplicemente cambio modo di pensare al risultato o non scatto, perché so già che a casa lo cestinerei.

L’eccezione che fa la regola si materializza quando fotografo Claudia, in quel caso vado di raffica e scatto almeno una decina di foto per “posa”, gli occhi chiusi e le smorfie sono sempre dietro l’angolo e le donne si sa che sono permalose 🙂

3) Dalla fotocamera al pc

Qui iniziamo ad entrare nel vivo del workflow in fotografia. Per scaricare le foto sul pc inserisco la memory nel lettore di schede sd e le copio nel ssd di lavorazione. Non collego mai direttamente la fotocamera al pc tramite cavo. Le foto verranno successivamente rinominate su Lightroom.

I file si chiameranno annomesegiorno_oraminutisecondi-nomeoriginale (es. 20180718_221535-Zeny015) così dal nome ho subito il riferimento di quando sono state scattate e da che dispositivo. L’aggiunta del nome originale al fondo serve soprattutto per le raffiche.

4) Workflow in fotografia : Selezione e catalogazione

Una volta scaricate sul pc, le foto vengono importate nel catalogo di Lightroom. Ora è il momento di una bella copia di backup della cartella completa su un hard disk. Ora la brutale selezione può avere inizio. Normalmente l’editing delle foto viene fatto da Claudia, lei è più spietata di me a selezionarle anche al distacco dovuto al fatto che non le ha scattate lei. 

Ora che abbiamo tutti gli scatti buoni selezionati e catalogati in Lightroom inizia entro in gioco io per la post-produzione.

5) Primo passaggio di post produzione

Da quando abbiamo aperto il blog ed abbiamo deciso di lavorare seriamente con la fotografia non abbiamo mai smesso di studiare e sperimentare per permettere alla nostra fotografia di evolvere. 

Per questo motivo scattiamo in raw sia con le fotocamere che con il drone che con gli smartphone ed utilizziamo Lightroom per catalogare e post-produrre tutte le immagini.

6) Esportazione in jpg

E’ giunto il momento di esportare i raw post-prodotti. in base alla destinazione delle immagini utilizzo un predefinito di esportazione. Ad esempio per Instagram il lato corto sarà 1080 mentre per il blog il lato lungo deve essere 1200 ed il peso massimo 160kb. 

Per le immagini da caricare nel cloud come backup utilizzo la massima risoluzione con tutti i metadati inclusi.

7) Ultima fase del workflow in fotografia : Archiviazione

Attenzione attenzione! Gli Hard Disk non sono infiniti e non sono affidabili al cento per cento.
Io organizzo le foto in cartelle nominate anno-mese-giorno_destinazione (esempio 2018-07-18_Alassio). All’interno di ogni cartella ci sono i raw scelti ed i jpg esportati.

Ogni cartella viene archiviata su due Hard Disk diversi da 2TB tenuti in posti separati. Per maggiore sicurezza carico le foto anche sul mio account Amazon Drive in modo da averne una copia anche nel cloud fruibile in qualsiasi parte del mondo a patto di avere una connessione internet.

8) Fruizione delle foto

Lasciare le foto semplicemente relegate negli Hard Disk lo trovo ingiusto sia nei loro confronti che in quelli dei soldi spesi per il corredo fotografico. Io ho una piccola selezione di foto, ad oggi circa 300, che scorrono sia come sfondo che come screensaver sul pc. Trovo gratificante vedere i miei scatti migliori fare da carosello continuo.

Questa cosa mi piace così tanto che ho creato anche una cartella “sfondi” sul mio account Google Foto e l’ho assegnata come screensaver alla Chromecast che teniamo collegata alla tv 46″ della sala così abbiamo una sorta di grande cornice digitale. La maggior parte dei fotografi consiglia di stampare ed io mi trovo d’accordo, difatti di tanto in tanto mi piace far convertire in analogico qualche mio scatto.

Claudia mi ha regalato una stampa su forex da 40×80 di un mio tramonto maldiviano e vederlo appeso al muro di casa ogni volta che apro la porta mi da una certa soddisfazione.

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4 pensieri su “Gestione del workflow in fotografia

  1. Jessica dice:

    Caspita, complimenti! Io mica le faccio tutte ‘ste cose. 🙁 A parte che non mi sono ancora decisa a studiare un po’ la post-produzione… Non sono assolutamente in grado di cancellare le foto (a parte quelle sfocate o i doppioni)! Archivio soltanto su pc (raw e jpeg) e su chiavetta (solo jpeg), e gli scatti che preferisco li stampo alla vecchia e li metto in un album. Ma d’altro canto, io fotografo solo per avere un ricordo, non per lavoro o che altro, perciò non sono troppo preoccupata. XD

    • Claudia & Mattia dice:

      ? Ognuno ha il proprio modo di gestire le foto, soprattutto in base allo scopo per il quale le ha scattate. La post non sempre è fondamentale. Sulla selezione delle foto bisogna imparare ad essere un po’ brutali a volte ???. Concordo con te che stampare le più belle e farne un album è il modo migliore per conservarle!
      Mattia

  2. Valeria (@chiusiperferie) dice:

    Complimenti per la professionalità nella scelta del corredo e soprattutto nella postproduzione addirittura con più passaggi su diversi software. I risultati, guardando le tue foto, si vedono tutti. Io sono un po’ bulimica di foto, ne faccio tantissime e poi non riesco a selezionarle, ci vuole coraggio a saper buttare!

    • Claudia & Mattia dice:

      Grazie dei complimenti! Penso che il mio workflow debba migliorare ancora molto ma sono molto contento che il risultato finale sulle nostre foto ti piaccia ? ✌?
      Ps la selezione delle foto è sempre la parte più difficile ?
      Mattia

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