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in L'Angolo del Fotografo

Fujifilm XT3, una valida alternativa nel 2021

  • 28 Gennaio 2021
  • By Mattia
  • 0 commenti
Fujifilm XT3, una valida alternativa nel 2021

La Fujifilm XT3 è ancora una valida alternativa nel 2021? Ha senso scegliere un fotocamera Fuji presentata due anni fa al posto di una più recente? Perché ho preferito la Fuji XT3 alla XT4 e, nonostante l’uscita della nuova XS10, non ne rimpiango la scelta? Qui sotto troverete tutte le risposte!

Caratteristiche tecniche

Partiamo parlando delle caratteristiche tecniche della Fujifilm XT3 paragonandola velocemente alle alternative più recenti di casa Fuji.

Dimensioni e peso

Parlando di dimensioni e peso, la Fuji XT3 è larga 132 millimetri, alta 92, spessa 59 e pesa 539 grammi. Paragonata alla XT4 è 3 millimetri più stretta, 1 più bassa, 5 più sottile e 68 grammi più leggera, tutte differenze decisamente trascurabili.

Confronto alla XS10 le cose cambiano perché quest’ultima è larga 126 millimetri, alta 85, spessa 65 e pesa solo 465 grammi. La XS10 risulta quindi più compatta.

Sensore

Il sensore retroilluminato della Fujifilm XT3 è un X-Trans CMOS 4, è in formato APSC ed ha 26.1 Megapixel. E’ lo stesso identico della XT4, della XS10, della XPRO3, della XT30 e della X100V. Questo significa che è l’ultimo sensore sviluppato da Fujifilm nonché collaudatissimo.

Anche gamma dinamica e sensibilità ISO sono dunque uguali per tutte le suddette fotocamere così come il processore di immagine X-Processor 4.

La vera differenza sta nella stabilizzazione del sensore, assente nella XT3 ma presente sulla XT4 e nella nuovissima XS10.

Modulo AF

Altra caratteristica comune tra XT3, XT4 e XS10 è il modulo AF a 425 punti. Dopo l’aggiornamento firmware 4.0, la XT3 ha raggiunto le stesse identiche prestazioni AF della XT4, sia come velocità di messa a fuoco che come sensibilità. Ora l’autofocus della XT3 è da vera top di gamma.

Display LCD

L’articolazione del display LCD è un’altra caratteristica che differenzia molto la Fujifilm XT3 dalle XT4 e XS10.

La Fuji XT3 ha uno schermo LCD touch da 3,2″ e 1.04 milioni di pixel, è articolato in modo da potersi inclinare verso l’alto di 90° e verso il basso di circa 45°. Si può sollevare lateralmente sempre di circa 45°, comodo se si sta scattando in verticale da una posizione più bassa. Questa tipologia di articolazione da la possibilità di non uscire dall’ingombro laterale e superiore della fotocamera ma non consente la modalità selfie.

Le XT4 e XS10 hanno un display touch LCD da 3″ e 1.62 milioni di pixel, quindi leggermente più piccolo ma molto più risoluto. L’articolazione è completa ovvero può ruotare di 360°, in modo non continuativo, ma per farlo deve essere necessariamente aperto lateralmente. Questo significa che l’ingombro della fotocamera andrà ad aumentare notevolmente verso sinistra, che per guardare il display inclinato non saremo in asse con l’obiettivo e che potremo ruotarlo frontalmente in modalità selfie.

Questo tipo di articolazione è molto apprezzata dai videomaker e vlogger, un po’ meno dai fotografi puristi. Altra cosa molto utile è la possibilità di ruotare verso l’interno il display in modo da proteggerlo durante il trasporto.

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Tropicalizzazione e memory card

Sia la Fuji XT3 che la XT4 hanno un corpo tropicalizzato. Ciò significa che possono resistere alle intemperie grazie a tutta una serie di guarnizioni poste sulle ghiere e sugli sportelli. Non sono però impermeabili e, salvo situazioni di necessità estrema, è comunque sconsigliato scattare in situazioni meteo avverse come acquazzoni o raffiche di vento e sabbia. Purtroppo la XS10, essendo una mid-range, non ha la tropicalizzazione.

Anche il doppio slot per le memory card accomuna le Fuji XT3 e XT4 e le differenzia dalla XS10 che ne ha uno solo. Io trovo questa caratteristica fondamentale per il mio modo di fotografare. Nello slot 1 salvo i file .raf mentre nello slot 2 salvo i .jpg che uso come backup e i video.

Pulsanti e ghiere

Il corpo della Fujifilm XT3 e della XT4 sono praticamente identici sia come numero di ghiere che pulsanti personalizzabili. Sulla XT4 hanno sostituito la ghiera di selezione esposimetrica con una che seleziona la modalità foto o video, questo ha comportato una suddivisione netta anche all’interno dei menù.

La Fuji XS10 invece perde sia la classica ghiera superiore dei tempi, sostituita con una più moderna per le modalità, che quella sinistra degli ISO, sostituita con una personalizzabile. Anche il pad posteriore composto da quattro pulsanti è stato rimosso lasciando solo il joystick.

Reparto video

Nel reparto video la Fuji XT3 parte svantaggiata per due caratteristiche fisiche, ovvero il display basculante ma non articolato e il sensore non stabilizzato. Può comunque registrare in 4k a 60 fps come la XT4, mentre la XS10 a 4k si ferma a 30 fps. In FHD invece la Fujifilm XT3 si ferma a 120 fps contro i 24o della XT4 e della XS10.

Batteria

La XT3 e la XS10 hanno la stessa batteria, l’ormai collaudata NP-W126S da 1260 mAh, che consente un’autonomia discreta di circa 350 scatti in modalità normale. Consiglio vivamente di acquistare almeno altre due batterie di scorta per non rimanere a secco durante una giornata di shooting o registrazione video. Anche l’utilizzo assiduo del display va ad influire negativamente sulla durata della batteria.

Ricordiamoci che, a differenza di una reflex, quando si guarda nel mirino di una mirrorless si sta in realtà guardando un display, che consuma anch’esso energia.

Per aumentare l’autonomia c’è la possibilità di comprare un battery-grip Fujifilm per la XT3 e la XT4 ma, oltre a costare davvero tanto, le rende ingombranti e meno aggraziate quindi per me non ne vale la pena, preferisco tenere le batterie di scorta in borsa e sostituirle quando necessario.

Con la XT4 la Fujifilm ha introdotto un nuovo formato di batteria, la NP-W235 da 22oo mAh, molto più capiente e dalle dimensioni simili a quelle Nikon. Ovviamente il peso è cresciuto ma a guadagno di un’autonomia che arriva a ben 600 scatti.

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Fujifilm XT3 perché l’ho scelta

Bene, ora che ci siamo fatti un’idea delle differenze hardware e software tra le ultime mirrorless di casa Fuji, passiamo al perché l’ho scelta.

Provenendo da una reflex Nikon con sensore APSC da 24 Megapixel e volendo restare, passando a mirrorless, sullo stesso formato ma guadagnandone in peso e ingombri, ho puntato alle Fujifilm. Il design retrò e le tante ghiere fisiche mi hanno subito affascinato, anche il menù abbastanza semplice ed intuitivo è stato d’aiuto.

Cercavo un corpo macchina che non perdesse nulla in caratteristiche come robustezza e prestazioni rispetto alla mia Nikon. Volevo il doppio slot SD e la tropicalizzazione quindi la scelta doveva ricadere necessariamente sulle due ammiraglie, la XT3 e la XT4.

Stesso sensore e supporto software

Il fatto che avessero lo stesso sensore e lo stesso processore mi aveva messo un attimo in crisi. Si sa che quando si compra un oggetto tecnologico si punta sempre all’ultimo uscito. La filosofia Kaizen di Fuji ha contribuito nella mia scelta. Fujifilm continua a sviluppare miglioramenti e innovazioni software anche per prodotti di precedente produzione.

Ascoltando i consigli dei clienti, gli ingegneri Fuji si concentrano nell’inserire nuove funzionalità e migliorare anche quelle già buone. Questa filosofia, oltre a fidelizzare i clienti che non si sento abbandonati all’uscita di un nuovo prodotto, aumenta il senso di fiducia nei confronti del marchio.

Appena presentata la nuova Fuji XT4, il suo modulo AF è stato acclamato come il migliore (in casa Fuji) in termini di performance, nonostante a livello hardware fosse lo stesso della XT3. Questi miglioramenti erano dovuti esclusivamente al nuovo software sviluppato dalla casa giapponese e, nel giro di pochi mesi, grazie ad un update firmware per la Fujifilm XT3, questo gap è stato colmato.

Tirando le somme quindi abbiamo stesso sensore, stesso processore, stesso modulo autofocus e stesse performance per entrambe le ammiraglie di casa Fuji. Rimangono però due grandi differenze; display e IBIS (in-board image stabilization).

Display

Il display full-articulated della Fuji XT4 sinceramente non mi piace. L’idea di aumentare l’ingombro della fotocamera con un display messo a sbalzo, se fotografo in posizioni scomode, e in più dover ruotare la testa fuori asse rispetto a dove punta l’obiettivo, non mi va a genio. Per quanto riguarda la modalità vlog/selfie, con un piccolo accessorio da montare sulla slitta del flash, acquistato su Amazon per pochi euro, ho velocemente risolto il problema.

Sensore stabilizzato

Durante lo studio su quale mirrorless Fujifilm acquistare mi sono documentato molto sulla stabilizzazione a 5 assi applicata al sensore. E’ molto comoda in fotografia se si usano lenti non stabilizzate e d’aiuto anche quando si usano quelle dotate di OS, in quanto entrambi i sistemi si coadiuvano.

Ciò consente di minimizzare le vibrazioni dovute al fotografo e non a congelare il movimento del soggetto. In pratica in fotografia lo si sfrutta appieno in scarsa luminosità con soggetti statici, ovvero quando io preferisco utilizzare il treppiede che porto sempre con me.

L’IBIS viene in aiuto anche durante la registrazione dei video, ma con qualche compromesso dovuto ad artefatti vicino ai bordi in caso di movimenti troppo rapidi o bruschi.

Personalmente non ho mai usato una fotocamera dotata di IBIS, lo stabilizzatore sulle lenti lo attivo solo quando mi serve scattare sotto i tempi di sicurezza, e di video ad oggi ne faccio ben pochi. Quest’ultima considerazione è in via di cambiamento ma resto convinto che per ottenere un buon video la stabilizzazione sul sensore non sia abbastanza e serve uno stabilizzatore meccanico esterno, come un gimbal per esempio.

Video e ghiere fisiche

Proprio riguardo i video, una caratteristica che mi aveva incuriosito parecchio della Fuji XT4 è il selettore dedicato STILL – MOVIE che influisce anche sul menù. Molto comodo poter tenere separate le due cose in modo da avere i settaggi video solo quando si girano video così da non creare confusione tra i menu da consultare.

Una perplessità che avevo proprio sui video era legata all’utilizzo delle ghiere fisiche: se sto scattando a 1/250 di secondo a f8 con ISO 400 e devo registrare al volo un video mi trovo costretto a cambiare tutti e tre i parametri, assolutamente inadatti per un videoclip, rischiando di perdere l’attimo. Con la leva dedicata presente sulla XT4 basta passare da STILL a MOVIE e anche i parametri video vengono richiamati automaticamente.

Grazie alla lettura minuziosa de libretto di istruzioni, cosa che consiglio di fare più e più volte, ho scoperto che anche nella Fuji XT3 c’è questa possibilità. Basta infatti impostare nel menù i “controlli silenziosi per video con display touch”. In questo modo, quando si passa alla modalità video, le ghiere diventano inermi, i parametri vengono modificati solo tramite display touch e rimangono memorizzati gli ultimi utilizzati.

Complice anche un ottimo cash back di Fuji ho quindi deciso di optare per la Fujifilm XT3 in kit con il 16-80 f4 e ad oggi sono convintissimo di aver fatto la scelta giusta per me. Al netto dei cash back la Fujifilm XT3 ha un prezzo comunque sempre inferiore alla XT4 di qualche centinaia di euro.

Fujifilm XT3 recensione personale

Concludo questo lungo articolo con una mia recensione personale di questa Fujifilm XT3.

L’utilizzo in viaggio mi ha particolarmente stupito, il suo peso e la sua maneggevolezza, confrontati al mio vecchio corredo Nikon, sono ottimi. Anche il feeling impugnandola è quasi magico e, come già detto da tanti altri, il piacere di fotografare è aumentato. Sembrerà una stupidaggine ma anche l’aspetto estetico fa la sua, le ghiere fisiche e quel gusto vintage che si riflette anche nelle foto scattate, è una componente romantica che non va assolutamente sottovalutata.

Sensore e ISO

Il sensore restituisce file per me fantastici con una resa cromatica unica soprattutto per quanto riguarda l’incarnato. I .jpg in macchina sono ottimi e questo la rende perfetta anche per chi non vuole passare ore davanti al pc a fare postproduzione, ma vuole pensare solo a scattare giocando magari con le simulazioni pellicola.

La sensibilità ISO e la gamma dinamica sono nettamente superiori alla mia vecchia D7200 della quale non rimpiango nulla se non l’autonomia energetica. Il recupero delle alte luci, grazie al dinamic range Fuji è incredibile.

Anche la reattività, se utilizzata in modalità BOOST, è quasi pari a quella di una reflex. La possibilità di scegliere l’otturatore elettronico consente raffiche incredibili e scatti completamente silenziosi. La possibilità di iniziare a registrare foto ancor prima di premere il pulsante di scatto è una funzione software attivabile, consuma batteria ma in certe situazioni può essere fondamentale.

Personalizzazione

Avere la flessibilità di personalizzare tutti i tasti presenti sul corpo macchina rende la Fuji XT3 uno strumento unico. Utilizzare la ghiera dei diaframmi sull’obiettivo e le colonnine dei tempi e degli ISO è impagabile. Anche da macchina spenta ti rendi subito conto di quali parametri stai usando. Ma da buona Fuji questo si può modificare personalizzando il menu per utilizzare le ghiere frontale e posteriore come una qualsiasi altra fotocamera. Comodità e versatilità.

Il menu Q completamente personalizzabile e richiamabile con il tasto dedicato e il MY menù dove inserire le voci più utilizzate, rendono la Fuji XT3 estremamente malleabile ed il suo utilizzo rapidissimo.

Anche la leva fisica di selezione modalità AF è comodissima, dopo pochi utilizzi sei in grado di impostarla ad occhi chiusi. Parlando poi della dotazione di porte troviamo tutto ciò che è necessario compreso i 2 jack dedicati a cuffie e microfono, e la porta usb-c ormai standard su tutti i nuovi dispositivi. Quest’ultima l’ho trovata comodissima perché ci si può collegare un powerbank o l’alimentatore di rete e continuare a lavorare senza dover cambiare batteria o aspettare che sia carica.

Mirino elettronico

Temevo di rimpiangere il mirino ottico una volta passato a mirrorless, ma mi sono dovuto ricredere. Certo ora guardo la realtà attraverso un display e non uno specchio ma ho trovato più vantaggi che svantaggi. Anzi l’unico vero svantaggio è che per guardarci dentro deve essere acceso e bisogna aspettare quella frazione di secondo che c’è di lag tra il dito che gira la leva su ON e la sua effettiva accensione, ma spesso viene azzerato dal tempo impiegato a portare l’occhio all’oculare.

Per il resto avere un mirino elettronico mi consente di scattare con la mia Fuji XT3 in modalità manuale con molta più naturalezza perché vedo subito quale sarà il risultato dello scatto ancor prima di scattare.

Solo quando utilizzo il flash attivo la modalità “anteprima naturale” per vedere la scena così com’è e non come verrà, altrimenti vedrei tutto molto sottoesposto. C’è anche la possibilità di effettuare un’ingrandimento del 100% di ciò che stiamo inquadrando per verificare la corretta messa a fuoco e addirittura utilizzare il focus peaking per mettere a fuoco manualmente senza incertezze.

Grazie alla mia Fujifilm XT3 ho ottenuto scatti migliori rispetto a prima, e ciò è dovuto a tanti fattori messi insieme che mi spingono a dire: “non tornerò più indietro”. La XT3 non è la fotocamera perfetta ma sono convinto che ad oggi, nonostante l’uscita della XT4 e della piccola XS10, sia la scelta migliore per me.

Spero di averti chiarito ogni dubbio, fammi sapere cosa ne pensi nei commenti.

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By Mattia, 28 Gennaio 2021 Sono introverso, abbastanza timido, curioso, metodico e sempre positivo, mia moglie spesso mi dà del pignolo. La mia passione: la fotografia.

Mattia

Sono introverso, abbastanza timido, curioso, metodico e sempre positivo, mia moglie spesso mi dà del pignolo. La mia passione: la fotografia.

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