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in L' Angolo del Fotografo

Filtro Polarizzatore Circolare CPL

  • 16 Ottobre 2019
  • By Mattia
  • 2 Commenti
Filtro Polarizzatore Circolare CPL

Oggi con questo post ti parlo del Filtro Polarizzatore Circolare detto anche CPL.

Partiamo con una premessa: la polarizzazione della luce.

La luce in natura può essere polarizzata e non polarizzata. La luce bianca emessa da fonti naturali, come il sole, o artificiali, come le lampadine, non è polarizzata ovvero non si diffonde in modo ordinato nello spazio. Tutta o parte della luce riflessa dalle superfici di alcuni oggetti cambia le sue caratteristiche e diventa polarizzata.

Il nostro occhio non è in grado di percepire differenze tra luce polarizzata e non polarizzata. Alcuni animali riescono invece a distinguere questa differenza.

La luce del sole arriva a noi riflessa dall’atmosfera, quindi viene polarizzata. Assume una polarizzazione differente in base all’ora del giorno.

In natura la luce può essere polarizzata linearmente o circolarmente.

La luce con polarizzazione lineare è quella riflessa ad esempio dall’acqua, dal vetro e da alcune plastiche, ma anche quella che attraversa l’atmosfera da alcune angolazioni. In pratica la luce viene polarizzata linearmente quando viene riflessa da materiali isolanti.

La luce con polarizzazione circolare è tipicamente quella riflessa dalle superfici metalliche ovvero dai materiali conduttori.

Come agisce il filtro polarizzatore

Questi filtri possono essere polarizzatori lineari o polarizzatori circolari. I primi sono in grado di trasformare la luce non polarizzata in polarizzata linearmente. I secondi invece organizzano la diffusione dell’onda luminosa, generando una luce avente il piano di polarizzazione che ruota con regolarità nello spazio.

Ok, vedo la tua faccia con gli occhi sbarrati ed un super punto di domanda stampato sulla fronte! Non ti preoccupare, questa era solo la premessa per farti capire perché, ruotando il filtro polarizzatore circolare, la saturazione dei colori ed i riflessi della scena inquadrata cambiano.

Il polarizzatore circolare è l’unico utilizzabile con macchine fotografiche autofocus. Il sistema di rilevamento a contrasto di fase, utilizzato dalla messa a fuoco automatica, non funziona con la luce polarizzata linearmente.

Come sono fatti i CPL e come funzionano

Filtro Polarizzatore Circolare CPL

Il filtro polarizzatore circolare è composto da due elementi: uno che si avvita all’attacco filettato dell’ottica ed uno, comprensivo di lente, che ci gira sopra liberamente.

Ruotando la ghiera del filtro polarizzatore può succedere che verranno eliminati alcuni riflessi e saturate alcune zone dell’immagine e che accada il contrario in altre zone dell’immagine stessa. Ciò è causato dal fatto che il piano di polarizzazione non è necessariamente lo stesso per tutti i soggetti. Dipende dalle caratteristiche della superficie riflettente, dall’orientamento rispetto alla fonte di illuminazione e dall’orientamento rispetto al filtro polarizzatore.

Attenzione, se il polarizzatore viene montato su un obiettivo con il barilotto che ruota durante la messa a fuoco, bisognerà necessariamente prima focheggiare e poi ruotare la ghiera del filtro.

Il polarizzatore, come la maggior parte dei filtri, assorbe luce, da un minimo di 1 ad un massimo di 2 STOP circa, è bene tenerne conto.

Quando usare il filtro polarizzatore?

L’impiego classico è nella fotografia paesaggistica, dove si vuole ottenere un bel cielo blu saturo con effetto digradante verso la linea dell’orizzonte.

Il maggior effetto polarizzante del filtro lo si ottiene di mattina o di pomeriggio in giornate limpide. E’ fondamentale puntare l’obiettivo a 90° rispetto la fonte luminosa, che sarà quindi di lato rispetto la fotocamera. Altra necessità è che il sole deve essere a circa 45° rispetto l’orizzonte. L’effetto sarà praticamente nullo invece se si scatta in giornate nuvolose, all’alba e al tramonto o in controluce. Con il sole alle spalle o in presenza di foschia l’effetto è molto attenuato.

In montagna bisogna usare il polarizzatore con attenzione, il suo effetto potrebbe risultare eccessivo. Nelle panoramiche invece è ottimo perché modula la sfumatura del cielo e rende il colore verde delle foglie particolarmente scenografico.

E’ ottimo anche da usare in situazioni di forte contrasto. Dove, ad esempio, esponendo bene per la vegetazione si rischia di sovraesporre il cielo, il polarizzatore aiuterebbe ad ottenere un bel blu profondo e digradante mantenendo il fogliame ben leggibile.

Un’altra situazione ideale per usare il polarizzatore è quando si fotografa uno specchio d’acqua come il mare o un lago. Hai presente quelle foto di calette paradisiache dove la barchetta sembra fluttuare su un mare dal fondale quasi dipinto? Ecco, quelle foto sono scattate con davanti all’obiettivo un polarizzatore. Se utilizzato a dovere toglie il riflesso della luce sulla superficie dell’acqua, permettendo alla luce non polarizzata riflessa dal fondale di arrivare al sensore.

Lo stesso effetto lo si può ottenere fotografando ad esempio una vetrina. Il polarizzatore aiuterà a limitare i riflessi ed a far esaltare ciò che vi è dietro. In questa situazione però è molto più difficile ottenere l’effetto desiderato alla luce del giorno, ci saranno diversi riflessi combinati tra loro provenienti da piani di polarizzazione differenti.

Nelle foto qui sotto ho fotografato il panorama attraverso la cupola di vetro del Reichstag. La differenza tra la foto con polarizzatore e senza è evidente, i riflessi sono totalmente spariti.

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Polarizzare in post

L’effetto del polarizzatore non è riproducibile durante la post produzione. Alcuni software sono in grado di simularne l’effetto sul cielo e sulla vegetazione. Purtroppo però non saranno mai in grado di eliminare i riflessi delle superfici, né tanto meno rivelare ciò che si sarebbe dovuto vederne attraverso.

Consigli per gli acquisti:

Ci sono diversi tipi di polarizzatori circolari, i prezzi possono variare anche di tanto in base alla qualità dei materiali ed alla marca.

Per quanto riguarda i materiali sicuramente la componente principale è il vetro. Deve essere di qualità ottica e slim, per evitare o limitare al massimo la vignettatura. Anche il corpo metallico ha la sua importanza. Il filetto non si deve deformare causando il grippaggio sull’obiettivo e non deve girare troppo liberamente, altrimenti non mantiene la posizione scelta.

Io ho acquistato un Hoya Pro1 Digital. Per me rappresentava il miglior rapporto qualità-prezzo in funzione anche di quanto pensavo che l’avrei utilizzato. E a dire il vero lo uso troppo poco.

Per quanto riguarda il diametro corretto, per non fare il mio stesso errore, ti consiglio di controllare tutte le tue ottiche. Trovata quella con il diametro portafiltri maggiore, segnati la misura ed acquista il filtro di quella dimensione. Normalmente questa misura è riportata anche all’interno del tappo copriobiettivo. Se poi lo dovrai montare su un obiettivo con diametro portafiltri più piccolo, lo potrai fare con degli anelli step-up senza perdere qualità. Montare un filtro piccolo su un diametro maggiore, lo si può fare con gli anelli step-down, ma taglierebbe una porzione più o meno grande dell’immagine inquadrata.

A questo punto devi solo decidere il budget, comprare il filtro polarizzatore circolare e sperimentare!

By Mattia, 16 Ottobre 2019 Sono introverso, abbastanza timido, curioso, metodico e sempre positivo, mia moglie spesso mi da del pignolo. La mia passione, la fotografia.
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Mattia

Sono introverso, abbastanza timido, curioso, metodico e sempre positivo, mia moglie spesso mi da del pignolo. La mia passione, la fotografia.

2 Commenti
  • Anna
    16 Ottobre 2019

    Geniale questo polarizzatore! Un po’ troppo avanti per me, però! Sono ancora a n. 1 filtro per la mia macchina, il prossimo sarà un super zoom.

    • Mattia
      16 Ottobre 2019

      Il polarizzatore sembra più complicato di quanto sia in realtà 😅
      Ps. vai di superzoom che nei viaggi la versatilità è fondamentale 😉

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