Errori da evitare in fotografia

Errori fotografia

Negli anni ho fatto tanti errori in fotografia, soprattutto all’inizio. Non che adesso abbia smesso di sbagliare, nessuno è perfetto, ma in questo articolo ti elenco quelli più comuni e facilmente evitabili.

Ecco gli errori da evitare in fotografia:

Non leggere il manuale

Per me è un’ossessione, ancora prima di comprare una qualunque cosa tecnologica, specie se in ambito fotografico, scarico e leggo il manuale. Una volta arrivata la nuova fotocamera tra le mie mani conosco già buona parte delle funzioni ma nonostante questo rileggo più volte il libretto d’istruzioni e lo porto sempre con me in formato pdf nello smartphone. 

Non c’è niente di peggio del non avere la padronanza del mezzo. Spendiamo centinaia se non migliaia di euro in attrezzatura e poi magari non sfruttiamo tutte le funzionalità perché non abbiamo mai letto il manuale? Per me è no!

Automatico o Manuale

Scattare completamente in automatico è un peccato, lasciare completa autonomia alla fotocamera può andare bene in una situazione imprevista o se ci facciamo scattare una foto da uno sconosciuto, cosa che tra l’altro sconsiglio visto gli scarsi risultati che si ottengono.

Allo stesso tempo, se non si ha dimestichezza o buona conoscenza del mezzo, anche scattare sempre completamente in manuale non è di aiuto. Certo serve per imparare dagli errori, ma perdere almeno il 50% degli scatti non fa bene al morale.

Io non denigro i semi automatismi. Il bilanciamento del bianco automatico non sbaglia quasi mai e se scattiamo in raw lo recuperiamo in un secondo. Gli ISO automatici, se sappiamo come misurare l’esposizione della scena, sono un ottimo aiuto. 

Ovviamente per usare i semi automatismi è fondamentale conoscere la tecnica fotografica così da prevenire un’interpretazione errata degli algoritmi e quindi gli errori fotografici.

Vuoi conoscere la tecnica fotografica? Scopri le mie consulenze.

Scattare a tutta apertura è il classico errore in fotografia

Dopo aver comprato un bell’obiettivo luminoso, non è necessario scattare sempre alla massima apertura del diaframma. Non è che avere il soggetto nitido e tutto il resto sfocato renda per forza una foto bella.

Il diaframma va impostato con cura avendo bene in mente l’effetto e lo scopo dell’immagine che vogliamo ottenere.

Composizione

A questo proposito parliamo di composizione. Uno degli errori principali da evitare in fotografia e quello di non dare importanza alla composizione. Prima di scattare bisogna pensare al motivo per il quale vogliamo fare click.

In base quindi allo scopo della fotografia, al suo messaggio, cerchiamo la composizione migliore per renderlo chiaro. Cambiamo prospettiva, alziamo le braccia, inginocchiamoci, scattare ad altezza occhi spesso restituisce uno scatto scontato.

Diamo il giusto peso al soggetto, valutiamo i colori e la loro importanza nella scena, non tagliamo elementi importanti, soprattutto se sono arti umani!

Orizzonte storto

Questo è l’errore che più mi urta in fotografia. Vedere immagini con l’orizzonte leggermente storto o inclinato completamente senza senso mi va accapponare la pelle.

I nostri occhi sono abituati a vedere l’orizzonte dritto quindi lo dobbiamo fotografare dritto, e se in fase di scatto l’abbiamo ripreso storto abbiamo il dovere morale di raddrizzarlo in post-produzione.

Basta con questi scatti anni ’90 dove il mare sembra debba svuotarsi da un momento all’altro, l’orizzonte storto non aggiunge niente all’immagine, neanche il tanto inflazionato tocco artistico. E’ semplicemente uno degli errori da evitare in fotografia.

Sono poche le occasioni nelle quali l’orizzonte evidentemente inclinato ha un senso. Se nella narrativa dell’immagine vogliamo accentuare o comunicare dinamismo, ad esempio le foto sportive o di corse motoristiche, allora l’orizzonte può essere storto, meglio ancora se viene simulato il punto di vista del soggetto ripreso. Altro esempio è la rappresentazione del disagio o malessere di un soggetto, ecco che l’orizzonte storto non risulta più un errore ma parte integrante della storia che vogliamo raccontare.

Credere che lo stabilizzatore fermi il mondo

Dare troppa fiducia alle capacità dello stabilizzatore d’immagine è uno degli errori più frequenti in fotografia. Lo stabilizzatore, che sia quello presente negli obiettivi o quello integrato sul sensore, serve per compensare i piccoli movimenti del fotografo. 

Detto questo, se i tempi di scatto utilizzati sono superiori al reciproco della focale, l’uso dello stabilizzatore non solo è inutile, a volte è addirittura dannoso. Mettiamo che stiamo usando un obiettivo di concezione non troppo recente, ad esempio un 70-200 f2.8 VR del 2010, a 200mm con un tempo di scatto pari a 1/640 di secondo, con una fotocamera full frame. Nella foto potrebbe esserci del micromosso generato dal movimento dello stabilizzatore che è entrato in funzione per compensare un movimento ma non ha avuto tempo di completare il suo lavoro, perché il tempo di scatto era troppo rapido. 

Stesso discorso vale se stiamo scattando su treppiede e lasciamo lo stabilizzatore attivo. L’elettronica entrerà in funzione per compensare un movimento che in realtà non c’è ma lo capisce troppo tardi e nel frattempo ha già compromesso lo scatto. 

Con le nuove generazioni di obiettivi, come il mio Fujinon 16-80, questo in teoria non succede perché il processore è in grado di capire se la fotocamera è montata su treppiede oppure no. Io in ogni caso se lo stabilizzatore non serve lo disattivo, e consiglio a chiunque di fare lo stesso.

Recuperare gli errori delle fotografie in post-produzione

Ripetiamo tutti insieme questo mantra: La foto deve essere giusta già in fase di scatto.

Riporre troppa fiducia nelle nostre capacità grafiche e nelle performance dei software di post produzione ci fà scattare in modo troppo superficiale. Inoltre non tutti gli errori sono recuperabili davanti al pc.

Prima di scattare pensiamo a cosa vogliamo ottenere e facciamo di tutto perché la foto scattata sia già praticamente perfetta. Se c’è un elemento di disturbo cambiamo composizione, se la foto è sottoesposta ri-scattiamola con parametri corretti.

Lavorare troppo in post produzione, oltre ad essere un’enorme perdita di tempo ed uno stress, significa anche perdere qualità d’immagine.

Tanta teoria e poca pratica

Non che studiare molto sia un errore in fotografia, ma focalizzarsi solo sullo studio senza mettere in pratica, quello si che è sbagliato.

E’ inutile passare ore a guardare tutorial su YouTube, leggere forum e libri se poi non si esce a scattare. Certo le basi e le tecniche vanno apprese ma finché rimangono teoria non ci serviranno a nulla. La pratica è la migliore maestra, è dai nostri errori che spesso impariamo di più.

Comprare attrezzatura migliore

Troppo spesso diamo la colpa della scarsa qualità delle nostre immagini alla nostra attrezzatura. In realtà gli errori che facciamo in fotografia spesso sono dovuti alla poca attenzione in fase di scatto, alla poca conoscenza della tecnica ed alla poca pratica.

Certo, comprare attrezzatura di qualità aiuta, ma se non sappiamo come usarla, beh non risolverà il problema.

Ho dedicato un intero post all’importanza dell’attrezzatura fotografica, se vuoi approfondire clicca QUI.

Ignorare l’esistenza del treppiede

Il treppiede è un oggetto ingombrante, pesante e scomodo da portarsi sempre dietro, quel che va detto va detto! Però è anche uno strumento fondamentale per noi fotografi.

Ignorare o addirittura denigrare l’utilizzo del treppiede è uno dei più grossi errori che si possa fare in fotografia.

Io lo uso spessissimo, più di quanto potessi immaginare qualche anno fa, lo porto sempre con me attaccato allo zaino o dentro la borsa. Il treppiede serve in scarsa luce per tenere gli ISO bassi e tempi lunghi, per pensare di più alla composizione nella paesaggistica e per autoritratti ad esempio da pubblicare sui social.

Ne abbiamo più di uno, tutti Manfrotto, ma quelli che usiamo di più sono due: l’Element Traveller Piccolo, che viene sempre in viaggio con noi, ed il 190xprob4 che con la sua maggiore stabilità e versatilità mi assiste nelle fotografie tecniche di interni e di prodotto.

Scattare solo in jpg

Parliamoci chiaro, scattare direttamente in jpg non è un vero errore in fotografia. Tanti fotografi appena sentono dire da una persona che non scatta in raw la sbeffeggiano millantando tutti i vantaggi del file grezzo.

E’ vero i raw hanno più informazioni, garantiscono un margine di recupero e lavorazione estremamente più ampio, di contro pesano molto e obbligano ad uno sviluppo. 

Non tutti sono fotografi professionisti, non tutti hanno tempo da investire in post produzione o voglia di farlo, non tutti vogliono spendere soldi per software. Tantissimi di quelli che scelgono Fujifilm lo fanno anche per i jpg sfornati direttamente in camera che sono praticamente perfetti.

Allora perché l’ho messo tra gli errori che si fanno in fotografia? Perché se si approccia la fotografia in modo professionale a mio parere bisogna anche fotografare in raw. Tutte le recenti macchine fotografiche permettono di scattare e salvare contemporaneamente in entrambi i formati. La maggior parte delle fotocamere hanno due slot SD e permettono di salvare jpg in uno e raw nell’altro.

Avere la possibilità di utilizzare e post-produrre un raw se il jpg è venuto male potrebbe salvare la foto o addirittura un lavoro. Quindi perché negarci questa opzione a priori scattando solo in jpg?

Ignorare i back-up è un grave errore anche in fotografia

Spesso, troppo spesso in realtà, sento storie di persone che hanno perso tutte le foto di un viaggio, di un lavoro o addirittura di un intero anno, a causa della rottura dell’hard disk che le conteneva.

Al giorno d’oggi gli hard disk hanno un costo relativamente basso, perché rischiare di perdere tutto? Perché non fare una seconda copia su un altro disco?

Personalmente sono terrorizzato dall’idea di perdere i file dei miei lavori fotografici e per questo faccio ben 3 copie di tutto. Le foto in lavorazione si trovano su un ssd da 1Tb della SanDisk e vengono copiate su 2 hard disk da 2Tb di due marche e tipologie differenti. Una volta finito di lavorarle faccio una terza copia in cloud e le elimino solo dal SSD.

Per backup uso hard disk veloci della WesternDigital e rugged della Transcend e SiliconPower. Come programma uso Dsynchronize che è semplice, affidabile, in italiano e soprattutto gratis.

Come copia di back-up in cloud uso principalmente AmazonDrive che, oltre ad essere incluso nell’abbonamento AmazonPrime, concede spazio illimitato per qualunque formato di immagine, raw compresi, ed una gestione molto semplice a cartelle.

Ok ora che conosci tutti questi errori da non fare assolutamente in fotografia non ti resta che… non farli! Ne conosci altri?

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